Hotel ed alberghi a Lovere
Nome:
Lovere
Pop.:
5.437
Cap:
24065
Pref.:
35
Sito:
http://www.comune.lovere.bg.it
Abitanti:
loveresi
Festa:
Mercato:
Sabato
Lovere (C.A.P. 24065) dista 41 chilometri da Bergamo. Lovere conta 5.430 abitanti (Loveresi) e ha una superficie di 7,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 743,84 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 208 metri sopra il livello del mare. Il territorio del comune risulta compreso tra i 185 e i 1.190 metri sul livello del mare.
La cittadina di Lovere vanta antichissime origini, legate alla importanza strategica della zona per il controllo dei traffici su terra e su acqua tra la pianura lombarda e la Val Camonica e, oltre i passi del Tonale e di Croce Domini, verso il Trentino e la Valle dell'Adige.
Testimonianza dell'antichità dell'insediamento e la presenza dei ruderi di un Castelliere di epoca Celtica (IV- III sec. a.C.) posto in posizione dominante sulla collina alle spalle dell'abitato.
Dopo la conquista militare della Val Camonica, la colonizzazione romana dei luoghi lasciò evidenti tracce soprattutto in una vasta necropoli (I - IV sec. d.C.) da cui provengono reperti di notevole importanza, tra cui il cosidetto "Tesoretto dei Lovere" attualmente depositato presso il museo archeologico di Milano.
Nel medioevo la cittadina, dominata dal Castello della famiglia feudale dei Celeri, si restrinse attorno alla rupe sovrastante il lago, con centro nell'attuale piazza Vittorio Emanuele II, assumendo un'aspetto fortificato caratterizzato soprattutto dalla mole di numerose torri, tra cui nacora ben conservate, la Torre Soca (sec. XIII - XIV), la Torre degli Alghisi (sec. XII - XIII) e la Torricella rotonda della antica cinta.
Dopo la parentesi delle lotte fra le fazioni comunali ed un breve periodo di dominio visconteo, la cittadina passò nel 1442 sotto il controllo dellla Serenissima repiubblica di Venezia, di cui restò fedele suddita fino alla soppressione della stessa attuata dalle truppe napoleoniche nell'anno 1797.
Sotto il domino veneto Lovere divenne sede di Podestaria, vi prosperarono le attività produttive e commerciali e la cittadina conobbe un periodo di floridezza senza pari legato alla produzione ed al commercio del panno di lana, esportato soprattutto nei territori di lingua tedesca del centro Europa. In questo periodo l'abitato si ampliò verso Nord-Est con la costruzione, fuori dalle vecchie mura medievali, di un nuovo borgo rinascimentale in cui venne eretto il più rilevante monumento loverese: la Basilica di Santa Maria in Valvendra (1473 - 1483).
Collateralmente proseguì in Lovere l'antica attività di lavorazione del ferro con la presenza di varie fucine legate alla produzione di attrezzi agricoli e, nel '600 di una fonderia per cannoni.
A iniziare dal primo decennio dell' 800 l'attività siderurgica iniziò a trasformarsi in senso industriale, fino a trovare il massimop sviluppo occupazionale negli anni dell'ultimo dopoguerra con la confluenza della siderurgia locale nelle grandi strutture a partecipazione statale.
Il lento ma progressivo declino dell'attività siderurgica, spinge ora Lovere alla ricerca del migliore sviluppo delle sue potenzialità turistiche.